Erbe magiche

erbe magiche

Erbe Magiche

Le erbe magiche sono erbe da secoli conosciute per le loro molteplici proprietà. Esse sono usate nel corso di rituali magici, allo scopo di effettuare rituali con i quali propiziarsi la fortuna, attirare il denaro, per protezione, per favorire e agevolare gli incantesimi di magia.

Dalle più conosciute alle meno note, ognuna di queste erbe racchiude in sé tesori di potere, spesso proprietà medicamentose conosciute fin dall’antichità. Il biancospino, tanto per citarne una, è indicato nelle situazioni di nervosismo e di stress, per favorire il rilassamento. Colui che conosce le proprietà delle erbe magiche è padrone di un’immensa e utile conoscenza, specialmente se sa come utilizzarle per ottenere effetti magici.

Erbe magiche per protezione

Una gran parte delle erbe magiche viene usata a scopo protettivo, per proteggere dalla negatività o per scacciare gli spiriti. Ricordiamo, ad esempio, che l’artemisia è per tradizione ritenuta capace di scacciare gli spiriti e i folletti maligni. In Giappone, grappoli di artemisia vengono posti sulle porte degli edifici, per scacciare gli spiriti della malattia. Il comunissimo aglio è un’erba magica assai utile per proteggersi dal male: viene usata come protezione contro le persone invidiose e gli spiriti maligni.

L’assafoetida è un’erba magica dalle proprietà curative: portata intorno al collo, protegge da febbre e da raffreddori. Altre erbe magiche usate a scopo di protezione sono, per citarne solo alcune, l’assenzio (se indossato, protegge dagli incantesimi); la bardana (tiene lontane le negatività); la calendula (appesa sulla porta di casa, impedisce al male di entrare); la curcuma.

Erbe magiche portafortuna, erbe magiche curative

Erbe magiche usate come portafortuna sono, ad esempio, l’aloe (difende dalle influenze maligne, ostacola gli incidenti in famiglia): mazzetti di aloe appena tagliata, appesa in casa, assicurano denaro, protezione e possono essere usati come portafortuna.

I fiori di anemone, cuciti in un panno rosso e portati addosso, possiedono proprietà sia curative che portafortuna: in particolare, proteggono dalle malattie. Erba magica portafortuna è anche l’anice stellato, anche in questo caso portato addosso. Un’erba, invece, curativa per eccellenza, è l’arnica: miracolosi sono i suoi effetti sugli infortuni, e un decotto di fiori d’arnica è molto efficace contro i reumatismi.

Erbe magiche per l’amore e per attirare il denaro

Veniamo adesso a due tipologie di erbe magiche molto apprezzate, quelle per attirare l’amore o per attirare denaro nella propria vita. Per quanto riguarda l’amore, l’erba mate è nota per attirare l’amore; un infuso di erba mate, bevuto insieme alla persona amata, garantisce un solido futuro alla coppia.

Le foglie d’acero sono utilizzate negli incantesimi per attrarre l’amore e per attirare il denaro; l’achillea, indossata o portata con sé, attira l’amore e gli amici, e richiama le persone con le quali si vorrebbe stare. I fiori di gelsomino, essiccati, vengono inseriti in dei sacchetti con altre piante magiche, allo scopo di attirare l’amore. Gli stessi fiori, bruciati o annusati, attirano denaro e ricchezza. Anche il ginepro viene aggiunto ai sacchetti per l’amore.

Per un utilizzo efficace e una conoscenza approfondita di erbe e piante magiche, si consiglia in ogni caso di consultare un’enciclopedia delle erbe magiche, o un erbario. Ormai sono molti i siti internet che ne propongono la consultazione, anche tramite documenti in pdf, che ne agevolano la consultazione.

Un erbario in pdf sulle erbe magiche è di pronta e facile consultazione, e vi aiuterà a decidere qual è la pianta magica più adatta (per proprietà e controindicazioni) allo scopo che intendete raggiungere. Grazie alla consultazione di un’enciclopedia delle erbe magiche, sarà anche più facile decidere quali piante magiche utilizzare per formulare incantesimi efficaci.

Per la maggior parte delle problematiche, una facile soluzione sarà quella di ricorrere a sacchetti di erbe magiche combinate insieme; ma per un utilizzo ancora più efficace delle erbe e delle piante magiche, si può fare ricorso a un incantesimo.

Per finire, ecco come costruire in totale autonomia un sacchetto (è preferibile indossarlo, o portarlo con sé) per attirare l’amore: basterà comporlo utilizzando un pezzetto di quarzo rosa (pietra magica utilizzata per attirare l’anima gemella) e tre boccioli di rosa. L’effetto è strabiliante.

 

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Bambola voodoo

bambola voodoo

Bambola voodoo

Cos’è una bambola voodoo? In molti hanno sentito parlare, anche grazie all’immensa diffusione che ha avuto questo simbolo della ritualistica voodoo, in libri, film e fumetti, della bambolina-feticcio utilizzata dai sacerdoti e dalle sacerdotesse che praticano questa religione. Il voodoo è molto diffuso in Africa e negli Stati caraibici, e prevede, nell’ambito di alcune sue pratiche, l’utilizzo di una bambola-feticcio, che può presentarsi sotto una molteplicità di forme e materiali diversi.

Solitamente, la bambola voodoo è costruita in tessuto, cera, cotone, pezzi di legno, argilla e vari altri materiali (a volte vengono usate delle uova, per simboleggiare la testa della “vittima” su cui operare il maleficio). Spesso, il materiale con cui viene costruita la bambola voodoo dipende dal tipo di rituale in cui sarà impiegata. Le bambole così costruite sono poi decorate con capelli, peli, unghie e/o indumenti appartenenti alla persona che si vuole rappresentare: la bambola infatti simboleggia la persona sulla quale si andrà ad agire, per cui si cerca di renderla quanto più possibile somigliante al soggetto, e al suo interno, nella zona in cui dovrebbe trovarsi il cuore, l’operatore cuce insieme capelli e oggetti personali. Questi rappresentano l’anima del soggetto sui cui si andrà ad effettuare l’intervento.

Il significato delle bambole voodoo, nell’immaginario collettivo, rimanda unicamente (o quasi) a malefici e a pratiche “crudeli”. Non è sempre così: la bambola voodoo può essere utilizzata anche per ottenere la guarigione del soggetto, o incantesimi benigni, o ancora per ottenere l’amore di una persona; per attaccare un nemico, o chi ci vuol fare del male.

Bambole voodoo per ottenere l’amore

La bambola voodoo può essere utilizzata, come abbiamo detto, per ottenere l’amore di una persona che ci piace o che vorremmo conquistare. Naturalmente, bisogna tener presente che effettuare questo tipo di pratiche da soli è molto rischioso: è sempre meglio, in questi casi, affidarsi ad operatori esperti nelle pratiche dell’occulto, i quali sapranno gestire al meglio le conseguenze negative che derivano da una manipolazione dell’energia e della volontà altrui. Detto questo, l’operatore, per il suo incantesimo d’amore, procederà alla costruzione di una bambola voodoo in stoffa, in pezza o in altro materiale, cucendo al suo interno, come abbiamo spiegato, un oggetto che appartiene alla vittima e/o i suoi capelli.

Una volta ottenuta la bambola, ci si può concentrare intensamente sul nostro desiderio, e trasferirlo alla bambola voodoo: tradizionalmente, durante l’incantesimo vengono invocati i Loa (divinità, spiriti potenti); a questi ultimi viene richiesto di esaudire il desiderio, che può consistere nell’ottenere l’amore di questa persona, o anche fortuna, successo, salute, denaro.

Come entrare in possesso di una bambola voodoo

Abbiamo già detto che soltanto i sacerdoti dediti al culto del voodoo possono costruire una bambola voodoo funzionante e adatta a scopi magici. Ciò non toglie che la bambola voodoo è ormai entrata a far parte dell’immaginario collettivo quasi come un oggetto di culto: basti pensare al fatto che sul popolare sito Amazon troviamo innumerevoli immagini di bamboline voodoo, fatte per lo più di spago o di stoffa, vendute a prezzi anche molto bassi agli appassionati di questo tipo di articoli. In molti casi, queste bamboline sono utilizzate come portafortuna: nella descrizione di questo tipo di oggetti troviamo la dicitura: “molto utile se hai bisogno di un’iniezione di fiducia in te stesso”, e simili.

La bambola così venduta rappresenta non più un feticcio da utilizzare nel voodoo a scopi malefici, ma al contrario una sorta di portafortuna utilizzato per aumentare la sicurezza e per attirare la buona sorte. Chi vuole può costruirsene una anche da solo, utilizzando del fil di ferro e un gomitolo di lana: in questo caso il portafortuna non necessita di avere al suo interno indumenti o oggetti appartenuti alla vittima, ma è un semplice oggetto handmade che può essere utilizzato anche come portachiavi o come ciondolo da attaccare a borse, zaini e simili. Molti decidono infine di farsi tatuare la bambolina addirittura sul corpo, per portarla con sé in modo permanente.

Divinità voodoo – trance, bambola voodoo e magia africana.

Le divinità voodoo sono un’antica tradizione perlopiù orale che le tribù africane hanno poi portato al sincretismo del candomblè e della più comune macumba. Questi rituali di magia vengono eseguiti attraverso l’utilizzo di offerte materiali alle divinità orisha. Gli stregoni voodoo, houngans, sono gli operatori esoterici che eseguono tali rituali. Gli orisha possono aiutare concretamente nelle problematiche di vita quotidiana ed hanno una loro perfetta gerarchia, chiamata pantheon voodoo. Gli houngans, molto spesso fanno da mezzo, o medium, per portare la parola degli orisha all’uomo. Non a caso chiamiamo ‘rito di Erzulie’ il legamento d’amore o ‘Eshu’ rito di repulsione o di separazione.

Entrambi sono divinità sacre al vudù. I rituali voodoo si svolgono attraverso l’invocazione degli spiriti degli antenati, loa, o degli stessi orisha mediante balli, danze africane e preghiere a loro dedicate, per ottenere la soluzione al problema richiesto. L’iniziato voudun cade in trance, in assenza di coscienza volontaria, per essere posseduto dalle divinità, antenati, spiriti animali e vegetali, e anime al servizio di stregoni. Viene poi edificato un complesso cerimoniale per negoziare con l’ospite invisibile. La musica e la danza degli houngans sono fattori di controllo, quanto le offerte, del corretto rituale voodoo.

‘Yèmaja non di rado, lusingata dalle offerte, e intenerita dalle preghiere, guidata dai tamburi, arriva al tempio cerimoniale e parla per voce di Mamissi, che sembra stramazzare al suolo priva di coscienza.. aiutata dai partecipanti riesce a comunicare lo spirito divino’.

Molto spesso la bambola voodoo o feticcio prende connotati negativi nella visione occidentale, ma non è altro che una rappresentazione simbolica dell’officiante, ovvero di colui che deve essere aiutato. Molte volte i feticheur utilizzano le bambole voodoo per difendere il fedele da spiriti negativi. I Bo malefici utilizzano gli stessi feticci per danneggiare gravemente una persona, ma avremo modo, negli articoli di questa categoria di affrontare uno per uno questi affascinanti argomenti.

 

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Jemanja, aiuto e protezione

Jemanja, protezione, purificazione e aiuto materno.

A seconda del culto e dell’origine della tradizione la grande divinità femminile  viene indicata anche come Jemanja, Yemana, Yemanja,Ymoja e in altri modi. Signora e padrona del mare e delle acque, viene invocata sovente per protezione, purificazione e aiuto in generale, specie per quanto riguarda i sentimenti d’amore, chiedendone la manifestazione materna poichè l’acqua va considerata fondamento e culla della vita.

Nella mitologia del Brasile, ove il culto si è sincretizzato, Jemanja è a metà donna bellissima e per metà pesce, una sorta di sirena, non a caso le sue figlie sono spesso  belle, sinuose e materne. Esiste anche un aspetto contrario di Jemanja, quello distruttore, il simbolo è il mare in tempesta, nota infatti per essere vicina ai naufraghi sopravvissuti. I colori dell’orisha sono bianco e blu, vicini al marino sempre, così come gli abitanti dei mari sono sacri a lei.

Tra gli attributi di Jemanja ci sono la luna e il sole, l’ancora, i salvagente, le barchette che le vengono offerte in ringraziamento e tutte le lavorazioni fini dell’argento. Per taluni culti esiste una campanella per salutarla e per attirare la sua attenzione oltre ai consueti canti e preghiere . Il suo giorno è il sabato. Jemanja viene celebrata nei primi giorni di febbraio, alla fine di dicembre e alla vigilia del solstizio d’estate, lanciando offerte di fiori (spesso a forma di barchette) in acqua.

Le offerte respinte dall’acqua di Jemanja sono cattivo presagio che indicano di stare fermi, di non partire per la pesca o per viaggio in mare. La componente piu’ interessante per noi è la vicinanza ai sentimenti positivi, è stata lei a dare origine all’amore tra gli orisha, va invocata dalle sue figlie quando c’è necessità di aiuto nei sentimenti. L’amore è il collante del mondo, il matrimonio primo di Jemanja è con la terra, se mai dovesse interrompersi sarebbe la fine tra l’equilibrio perfetto tra acque emerse e terra ed il mondo finirebbe.

Si preoccupa molto per il sostentamento dei suoi figli ma agisce sempre con giustizia ferma ed irremovibile bisogna guardarsi dalla collera di Jemanja. Essendo “colei che crea”  ha particolare amore per le gravidanze e se esse non riescono ad arrivare è a lei che bisognerà portare offerte e omaggi oltre che la propria fedele preghiera.

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Oshala, Oxala, Oxalufa, divinità voudun.

Oshala, il Gesù Cristo sincretizzato nel voodoo.

Oshala è la massima divinità, sia nel Candomblè che per quanto riguarda il voodoo africano. Oshala viene dunque riconosciuto come autorità sotto la quale condurre le attività di connessione tra l’umano e il divino. Solo Orunmila ha caratteristiche simili nel pantheon voodoo, anche se meno ricordato non avendo sincretizzazione.

Oshala fu il primo ad essere creato da Orunmila o Olorun, il Dio immanente. Oshala unisce quindi l’universo, fondendo il cielo e la terra sotto la sua benevolenza.

Una leggenda tramandata dagli yoruba vedono protagonista Oshala, che intende compiere un viaggio per recare omaggio al suo amico Shango. Il viaggio si presenta ricco di insidie da parte di Eshu (come predetto da un divinatore di Ifa), e arrivato nel regno di Shango egli viene scambiato per un ladro ed imprigionato. La sventura cadde sul regno di Shango finchè egli, sempre servendosi di un divinatore di Ifa, capisce che l’origine della sventura è l’incarcerazione dell’amico. Da quel giorno ordinò, dopo averlo scarcerato, ai sudditi di vestire di bianco. Ed infatti, in ricordo dei 3 vestiti bianchi che Oshala portò con sè durante il viaggio, e l’editto del re Shango, Oshala viene raffigurato come un vecchio vestito di bianco che cammina tra mille difficoltà (ma anche come un giovane guerriero sempre vestito di bianco).

Questa leggenda viene commemorata tutti gli anni da chi professa il voodoo, e i partecipanti ripercorrono il viaggio di Oshala e la sua carcerazione, fino alla processione finale che simboleggia il ritorno di Oshala al suo regno. Nel sincretismo tra voodoo e cristianesimo il lavaggio del pavimento della chiesa richiama sia la devozione verso Cristo che verso Oshala.

Le persone influenzate da questo archetipo (orisha di reggenza), Oshala, sono persone degne di fiducia, sono anime riservate e rispettabili. Sono persone stoiche, che accettano anche le avversità, non si fanno influenzare dall’ambiente esterno e posseggono una grandissima forza di volontà.

Nella vita, appunto per queste caratteristiche, raggiungono buoni risultati nei campi in cui si prefiggono di eccellere. Di buona salute, sono generosi e indipendenti, perseveranti anche se un po troppo ingenui. Conquistano simpatie e non pensano mai male del prossimo, ed il successo è sempre a portata di mano, anche se vengono costantemente contrastati appunto per le loro lodevoli qualità.

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DAN OSHUMARE – OXUMARE

Dan Oshumare è una divinità orisha serpente e arcobaleno che vive girando intorno al mondo ed abbracciandolo tra le sue spire. Sei mesi uomo e sei mesi donna egli si occupa del ciclo della pioggia ed evaporazione del pianeta. Rappresenta inoltre la continuazione della vita oltre la morte, il suono, la bellezza e le arti.

Oshumare in vita si distinse per avere poteri curativi e divenne molto ricco per questo (ritorna il concetto di dare-avere tanto caro al voodoo: le offerte alle divinità in cambio del loro intervento). Da allora egli risiede in cielo e solo poche volte torna nella terra, donando felicità agli esseri umani.

Oshumare rappresenta il patto tra gli esseri umani e le divinità voudun, ed è per questo motivo che egli viene rappresentato anche con l’arcobaleno, ‘ponte’ tra la Terra e il cielo. Viene chiamato, inoltre, con l’appellativo di ‘Dan’, e viene rappresentato come serpente che si morde la coda, per cui simbolicamente egli è la forza vitale, la continuità della vita oltre la morte, il ciclo della vita, della morte e della rinascita. Veglia sulla Terra e ne impedisce la distruzione.

Le persone che sono figlie di Dan Oshumare e che si rivolgono al suo archetipo, sono spiriti omnicomprensivi, che desiderano essere ricchi e piacenti e che hanno la tendenza a valutare entrambe le posizioni delle questioni umane, riflesso della natura androgina di Oshumare. Sono persone generose che aiutano i bisognosi e amano mostrare questo loro lato al prossimo, così come riescono a raggiungere i propri obiettivi con perseveranza e forza d’animo.

Dan Oshumare in sintesi, sincretizzato con San Bartolomeo, rappresenta la capacità di capire il prossimo, di immedesimarsi nelle sue paure, nei suoi pregi e difetti, e nella sua diversità. Il figlio di Dan Oshumare è un ottimo amico e amante, ma non lo si può intrappolare in sterili questioni di possesso. Egli deve viaggiare ed abbracciare il mondo.

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Shango, Sango, Xango.

Shango, Sango,Xango… Il saluto a Shango, dio del tuono del fulmine e delle pietre, è ‘Kaò Kabesile’.

L’archetipo di Shango deriva dalla cultura yoruba. Senza dubbio è l’orisha più valoroso, così come i suoi figli dimostrano valore e determinazione nella vita anch’esso lo ha dimostrato in battaglia. Le origini di Shango fanno parte della storia dei clan africani, perciò le leggende sono numerose ma noi lo consideriamo figlio di Yemanjia e Oruga, mentre i fratelli nigeriani lo credono il quarto re di Oyo.

L’ira di Shangò è temuta da tutti, una casa colpita dal fulmine, rappresentazione dell’orisha, è maledetta, così come una morte attraverso il fulmine lo è, e gli eredi debbono preoccuparsi di ingraziarsi la divinità con somme e ritualistiche considerevoli.

La collera di Shango si scaglia sui ladri, i traditori soprattutto (poichè la leggenda dice che egli stesso è stato tradito dai suoi stessi compagni) e tutti i bugiardi. La natura stessa ha creato la forza di Shangò che sta nel fulmine, nel tuono e nelle pietre. Il suo simbolo è un’arma a doppia lama, una sorta di accetta chiamata Oxè. I colori sono il bianco ed il rosso, così come le sue vesti nei rituali di trance. Il giorno favorito è il mercoledì e le offerte migliori per la divinità sono le pietre trovate sotto ai punti dove cade il fulmine: piccole scuri, conchiglie , fiori misti, rose e gladioli, frutti vari specialmente banane. Si avrà cura di preparare un piatto speciale che in alcune etnie chiamano Amala secondo la tradizione, ma sopratutto in una pentola nuova di lamiera e non di coccio. Le leghe metalliche sono le favorite, è una divinità a cui donare ferramenta e non minerali semipreziosi.

Viene invocato per diversi motivi, conciliare i figli di Shango con la divinità stessa risulterà importantissimo affinchè non siano da subire tradimenti continui e per rendere meno avventurosa al vita sentimentale. Shango ed i suoi figli indirettamente, sono dotati di grande carisma, anche se non bellissimi risultano fortemente carismatici per la forza che hanno, è dunque ideale invocare la divinità per rendere un torto subito o avere il coraggio in scelte importanti.

Nella vita sociale non sarà strano incontrare figli di Shango che intraprendono la carriera legata alla giustizia, alla politica ed anche alle forze dell’ordine. Shango, prima di essere condottiero, è un compagno fedele che si batte fino alla morte per la causa comune.

Delle tante battaglie vinte ha perso solo quella con se stesso e la sua delusione, dopo il tradimento dei suoi compagni. Infatti la leggenda dice che si sia isolato in una caverna e dopo aver scritto un libro di memorie si sia procurato la morte. Rivolgere il grande spirito di Shango ad un nemico, ad un traditore e ai vigliacchi risulterà quindi molto efficace.

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Gli orisha

All’atto della creazione del mondo ogni singolo Orisha ricevette in dono l’Ashe (la forza primordiale) conferendogli il potere di controllo sugli esseri e le cose del creato. Sin dal quel tempo ogni orisha si prese carico di una forza differente e specifica della Natura.

Allo stesso modo tutti gli elementi naturali, compresi i quattro fondamentali (terra, fuoco, aria, acqua), sono rappresentati dagli orisha che uniscono in un unico percorso i due distinti universi, quello umano e quello divino.

Oshalà, aria. Di carattere mite e di saldi principi etici, di norma presenta una certa attitudine per questioni di ordine superiore e si rifà alla natura della creazione.

Ogum, associato alla terra. Possiede un’innata tendenza ai problemi dell’ecologia , della salute e della famiglia, rivelando inoltre un forte legame con il mondo artistico.

Yemojà, acqua. Interessata alla salute mentale e fisica, alla fertilità e all’abbondanza.

Shango, fuoco. Il dio del fulmine è sempre al centro dei processi di trasformazione.

Per chi si occupa di voodoo come religione, ma anche per chi vi si avvicina come dottrina, è necessario possedere un altare su cui collocare i vari simboli che fanno riferimento agli orisha. La religione voodoo intreccia fortemente elementi sincretici ma anche rappresentazioni fisiche di entità spirituali. Questo non solo in ottica di praticità e ortodossia, ma come elemento fondante del voodoo, che fa del feticcio pratica fondante e omaggio alla divinità (come per le icone in ambito cristiano ortodosso). Inoltre l’altare e le rappresentazioni costituiscono la residenza, la ‘casa’ degli orisha. D’altronde il sincretismo con il cattolicesimo ci conferma che le divinità africane erano rappresentate con strumenti di lavoro prettamente umani (l’accetta, il ventaglio, il bastone).

Le statuine (o bamboline, per dirla all’occidentale) più comuni della religione voodoo rappresentano Shango, una figura di uomo a forma di accetta, Eshu, un uomo di ferro con in mano un bastone, e Yemojà, donna ingioiellata e con seno enorme (fertilità).

Ma ogni divinità viene rappresentata (di seguito i nomi sudamericani, per sottolineare la forte congruenza del voodoo nei due continenti): Oxum, divinità dell’acqua dolce, presente nei fiumi e nelle cascate, Yansa, divinità del vento, presente sui monti, Ossaim, divinità delle foglie, Oxossì, divinità della caccia.

La religione degli orisha è legata alla nozione di famiglia. Il culto degli orisha era trasmesso dalle generazioni di famiglie. L’ashe, la forza dell’antenato, dopo la sua morte, ha la facoltà di incarnarsi momentaneamente in uno dei suoi discendenti (per questo il cammino religioso voodoo non è aperto a tutti), durante la possessione e la trance.

La divinità è un antenato divinizzato che durante la vita aveva stabilito connessioni con alcune forze della Natura. Ogni orisha, come in vita, ha delle passioni, delle tendenze e anche comportamenti nei cui confronti provocano la collera. Divinità passionali, che in cambio di adeguati omaggi, intervengono per aiutare l’Essere Umano nella attività umane di ogni giorno. Amore, ma anche cose più piccole, come la propiziazione di un’automobile prima di un viaggio.

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