Gli orisha

All’atto della creazione del mondo ogni singolo Orisha ricevette in dono l’Ashe (la forza primordiale) conferendogli il potere di controllo sugli esseri e le cose del creato. Sin dal quel tempo ogni orisha si prese carico di una forza differente e specifica della Natura.

Allo stesso modo tutti gli elementi naturali, compresi i quattro fondamentali (terra, fuoco, aria, acqua), sono rappresentati dagli orisha che uniscono in un unico percorso i due distinti universi, quello umano e quello divino.

Oshalà, aria. Di carattere mite e di saldi principi etici, di norma presenta una certa attitudine per questioni di ordine superiore e si rifà alla natura della creazione.

Ogum, associato alla terra. Possiede un’innata tendenza ai problemi dell’ecologia , della salute e della famiglia, rivelando inoltre un forte legame con il mondo artistico.

Yemojà, acqua. Interessata alla salute mentale e fisica, alla fertilità e all’abbondanza.

Shango, fuoco. Il dio del fulmine è sempre al centro dei processi di trasformazione.

Per chi si occupa di voodoo come religione, ma anche per chi vi si avvicina come dottrina, è necessario possedere un altare su cui collocare i vari simboli che fanno riferimento agli orisha. La religione voodoo intreccia fortemente elementi sincretici ma anche rappresentazioni fisiche di entità spirituali. Questo non solo in ottica di praticità e ortodossia, ma come elemento fondante del voodoo, che fa del feticcio pratica fondante e omaggio alla divinità (come per le icone in ambito cristiano ortodosso). Inoltre l’altare e le rappresentazioni costituiscono la residenza, la ‘casa’ degli orisha. D’altronde il sincretismo con il cattolicesimo ci conferma che le divinità africane erano rappresentate con strumenti di lavoro prettamente umani (l’accetta, il ventaglio, il bastone).

Le statuine (o bamboline, per dirla all’occidentale) più comuni della religione voodoo rappresentano Shango, una figura di uomo a forma di accetta, Eshu, un uomo di ferro con in mano un bastone, e Yemojà, donna ingioiellata e con seno enorme (fertilità).

Ma ogni divinità viene rappresentata (di seguito i nomi sudamericani, per sottolineare la forte congruenza del voodoo nei due continenti): Oxum, divinità dell’acqua dolce, presente nei fiumi e nelle cascate, Yansa, divinità del vento, presente sui monti, Ossaim, divinità delle foglie, Oxossì, divinità della caccia.

La religione degli orisha è legata alla nozione di famiglia. Il culto degli orisha era trasmesso dalle generazioni di famiglie. L’ashe, la forza dell’antenato, dopo la sua morte, ha la facoltà di incarnarsi momentaneamente in uno dei suoi discendenti (per questo il cammino religioso voodoo non è aperto a tutti), durante la possessione e la trance.

La divinità è un antenato divinizzato che durante la vita aveva stabilito connessioni con alcune forze della Natura. Ogni orisha, come in vita, ha delle passioni, delle tendenze e anche comportamenti nei cui confronti provocano la collera. Divinità passionali, che in cambio di adeguati omaggi, intervengono per aiutare l’Essere Umano nella attività umane di ogni giorno. Amore, ma anche cose più piccole, come la propiziazione di un’automobile prima di un viaggio.

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